Memoria e Antifascismo

Sabato 30 maggio 2026 a Molinella si consumerà una inaccettabile provocazione: verrà presentato il libro di Caio Giulio Cesare Mussolini dedicato a “Mussolini e il fascismo”.

By 29 Maggio 2026 No Comments

Sabato 30 maggio 2026 a Molinella si consumerà una inaccettabile provocazione: verrà presentato il libro di Caio Giulio Cesare Mussolini dedicato a “Mussolini e il fascismo”.
La data scelta è la stessa del celebre discorso tenuto da Giacomo Matteotti in Parlamento per la denuncia delle violenze fasciste il 30 maggio 1924. Per quel discorso verrà massacrato dagli squadristi di Mussolini, che di quell’assassinio rivendicherà la responsabilità morale e politica.

L’evento è in profondo contrasto con quella che è la storia di Molinella.

Giuseppe Massarenti fu rinchiuso in manicomio per diretta volontà di Benito Mussolini. Nonostante fosse sano di mente, il regime lo volle isolare per neutralizzare uno dei suoi oppositori.

Negli anni Venti, Molinella divenne infatti uno dei bersagli principali della violenza squadrista. Il fascismo abbatté con la forza il modello sociale della città.
Cancellò le cooperative fondate da Massarenti e ne mise all’asta i beni.
Il fascismo si accanì anche sulle organizzazioni sindacali.
Gli ultimi iscritti al sindacato socialista (circa mille persone) furono “deportati”, quindi costretti a lasciare Molinella nel 1926.

Queste sistematiche violenze vennero documentate da Giacomo Matteotti nel suo celebre libro “Un anno di dominazione fascista”, che dedica un intero capitolo al dramma di Molinella.
Il deputato socialista pagò con la vita il coraggio di denunciare le illegalità del regime.

Nonostante il carcere, il confino e l’esilio a cui vennero condannati moltissimi cittadini, la comunità di Molinella non piegò la testa.
Molti dei socialisti cresciuti alla scuola di Massarenti parteciparono alla Resistenza partigiana.

Tra i nomi di spicco si ricordano Giuseppe Bentivogli, Paolo Fabbri, Renato Tega, Alfredo Calzolari e Anselmo Martoni.

Poche righe non possono bastare a riassumere lo straordinario tributo che Molinella ha pagato per la Liberazione del Paese e per la rinascita della democrazia in Italia. La sua storia resta una delle pagine più nobili dell’antifascismo italiano.

L’ ANPI della provincia di Bologna, Arci Bologna e CGIL Bologna ritengono che Molinella e la sua storia non meritino offese simili. La memoria di Giacomo Matteotti va onorata in tutti i modi possibili, come è stato fatto di recente alla Camera dei Deputati, dove è stato apposta una targa a lui dedicata. Occorre isolare le provocazioni fasciste, che stanno avendo troppa tolleranza dí questi tempi, come ben testimonia l’importante lavoro di Paolo Berizzi, giornalista costretto a girare sotto scorta per le minacce ricevute dai movimenti neofascisti. Il fascismo è fuori dalla Costituzione e come tale va trattato.