
C O M U N I C A T O S T A M P A
A nome mio personale e di tutta l’Anpi provinciale di Bologna, desidero esprimere sconcerto e disgusto per l’uso strumentale e decisamente improprio che è stato fatto sui social di immagini di campi di concentramento nazisti in merito alla polemica sulla realizzazione del Museo dei Bambini. Come se fosse anche solo lontanamente possibile una correlazione tra un campo di sterminio, dove trovarono la morte milioni di persone, e un cantiere. Anche solo l’averla pensata una cosa del genere “qualifica” chi l’ha fatto. Non è certo svilendo e decontestualizzando contenuti riconducibili ad un periodo drammatico della nostra storia che si possono mettere in atto azioni di protesta. Un gesto improprio che ha come primo risultato quello di ridicolizzare immagini che
avrebbero bisogno di ben altra attenzione. Tornano alla mente le sfilate no vax con le divise a righe dei campi di concentramento: un simbolo drammatico che diventa carnevalata. E tornano in mente anche le contestazioni attuate in occasione della nostra festa nazionale del 2024, che hanno avuto come unico risultato quello dell’interruzione dell’iniziativa: interrompere la festa dell’Anpi, il più importante presidio antifascista!
Non è certo questa la democrazia per la quale si sono battuti i nostri cari partigiani e le nostre care partigiane e non è certo questo l’agire democratico che hanno a cuore gli antifascisti.
Anna Cocchi
Presidente provinciale Anpi Bologna
