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A proposito di Bella Ciao, un inno internazionale di libertà

By 4 Aprile 2019 2 Comments

 

C O M U N I C A T O  S T A M P A

 

A proposito di Bella Ciao, un inno internazionale di libertà

 

Bella Ciao è una delle canzoni italiane più conosciute al mondo. Durante la Resistenza non ha avuto una gran diffusione in quanto era nota solo ad alcuni combattenti e in zone circoscritte, solo successivamente è diventata un canto simbolo, un inno internazionale di libertà.

Moni Ovadia scrive che Bella Ciao è “una canzone che ancora mobilita i cuori e le menti di donne e uomini che non hanno rinunciato ad opporsi all’oppressione in qualunque forma e sotto qualunque sole si manifesti”.

 

Oggi Bella Ciao è un canto tradotto in almeno 40 lingue ed è protagonista di tutti i 25 Aprile, del repertorio di bande di paese e di quello di musicisti strepitosi, primo fra tutti Riccardo Tesi. Intonata in occasione di funerali laici (il ricordo va a Enrico Berlinguer, Enzo Biagi, Bruno Trentin, Pietro Ingrao, don Gallo), ma anche a Parigi dopo la strage alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, la canzone è stata via via adottata dai braccianti messicani in California, dai combattenti curdi, dagli armeni dispersi nel mondo …

 

In sostanza, è come se Bella Ciao fosse sempre lì a scandire i passaggi importanti della storia contemporanea. Un piccolo bene immateriale capace di segnare il confine tra la guerra e la Liberazione. Tra le guerre e le Liberazioni.

 

Commette un grave errore chi pensa che sia il canto dei comunisti da contrapporre ai canti patriottici o che vada considerato paritetico agli inni del ventennio.

Bella Ciao è un canto antifascista e quindi inneggiante ai valori più profondi e autentici della democrazia, nata dalla Resistenza.

 

Ecco perché Bella Ciao è l’esempio di come una canzone possa raccontare molto altro oltre alle parole e al ritmato battimani che l’hanno fatta conoscere ed amare nel mondo e che piace così tanto ai bambini.

 

Bella Ciao è una canzone di tutti, un patrimonio prezioso da conoscere e da difendere.

 

Bologna, 5 aprile 2019

 

 

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